Oriente e Occidente. Temi, generi e immagini dentro e fuori l’Europa

Pubblicato da Chiara Lombardi in Calls for Papers, Convegni, L'Agenda, L'Associazione, News | No Comments

CONVEGNO dell’ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI DI TEORIA E STORIA COMPARATA DELLA LETTERATURA, organizzato dall’UNIVERSITA’ DI NAPOLI “L’ORIENTALE”
Napoli, 13-15 novembre 2008 (PROROGATI I TERMINI DELL’INVIO DI PAPERS AL 15 LUGLIO)

Matisse Odalisca

Nei giorni 13, 14 e 15 novembre si terrà all’Università di Napoli “L’Orientale” il Convegno Annuale dell’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura, sul tema «Oriente e Occidente. Temi, generi e immagini dentro e fuori l’Europa», così concepito nelle sue linee teoriche e di sviluppo:

“Miti e temi, forme e generi letterari hanno traversato in tempi diversi i diversi spazi disegnati dalla storia e dalla politica, quasi seguendo l’arco del percorso solare.
In Europa, i concetti di Oriente e Occidente si sono modellati in rapporto a tradizioni del mondo classico, riprendendo quasi, pur attraverso una pluralità di nuove lingue e culture, i confini tracciati dall’antico Impero Romano. Fuori d’Europa, è stato proposto un nuovo, mobile Occidente con la scoperta dell’America ( paese in cui il viaggio verso il West si è fatto mito fondatore), mentre l’Oriente si è moltiplicato dalle vicine terre mediterranee a quelle di un’Asia sempre più vasta e progressivamente nota, fino al paese del Sole Levante. Fra Occidente e Oriente d’Europa, fra Europa e Asia Minore, fra Mediterraneo e Continente Indiano, fra Nord Europa colonialista e Cina, fra Corea e Giappone, fra culture dell’emigrazione sino-indo-nipponica e modelli americani, – hanno dunque migrato miti e temi, forme e generi, arricchendo patrimoni linguistici, innovando gli apporti delle singole tradizioni, confrontandosi in un gioco di convergenze e di contrasti che ci sembra fecondo illuminare. Di questi percorsi culturali l’aspetto letterario sarà ovviamente l’elemento principale, ma non l’unico: le sezioni del Convegno intitolate “Generi e forme” e “Miti e temi” sono aperte alle diverse estetiche e ai diversi linguaggi artistici. Un altro aspetto del confronto fra Occidente e Oriente ( fra i molti Occidenti e i vari Orienti) è proposto dall’immagine dell’ “altro” veicolata dai reciproci rapporti quanto dalle trasformazioni dell’”imagerie” depositata nei singoli patrimoni: vi è dedicata la terza sezione del Convegno, “Metamorfosi dell’Immaginario”, probabilmente la più stimolante per studiosi di imagologia e di iconografia, per appassionati di stilistica e per specialisti di letteratura
odeporica” (Marina Giaveri)

Al fine di vagliare e selezionare le proposte di intervento, ogni Studioso
interessato può far pervenire, per posta elettronica, ENTRO IL 15 LUGLIO p.v., il proprio Abstract (lunghezza: 1500-2000 battute, spazi inclusi) ai coordinatori del seminario prescelto.


Il convegno sarà articolato in tre sezioni plenarie e tre sezioni parallele.
Le sezioni plenarie, collegate alle tre ‘diramazioni’ delle sezioni parallele, sarrano tenute da
Mario Domenichelli e Marco Buttino (miti e temi); Silvia Albertazzi e Giorgio Amitrano (generi e forme); Loretta Innocenti e Paolo Amalfitano (immagini). Si prevede inoltre una tavola rotonda di scrittori e registi.

Per le sezioni parallele si invitano gli studiosi a mandare proposte di comunicazione, da riferirsi ai seguenti raggruppamenti e coordinatori:

1. Miti e temi (coordinatori: Sergia Adamo - adamo@units.it; Pierluigi Pellini -
pellini@unisi.it)

Oriente e Occidente, ce lo ha mostrato Edward Said, non sono dei meri fatti di natura e delle neutrali indicazioni geografiche. Attorno alle articolazioni tra ciò che si definisce come Oriente e ciò che si definisce come Occidente ruotano costruzioni dell´immaginario, rappresentazioni simboliche, desideri, configurazioni di potere, teorie e discorsi. E tutto questo prende la forma di temi e miti che vanno a riempire e riarticolare continuamente queste due categorie di percezione dello spazio e della cultura nella dimensione del mondo. Temi e miti dell´Oriente e dell´Occidente ci parlano di definizioni e rappresentazioni degli spazi e dei luoghi, di pratiche e di retoriche, di tattiche e di strategie nella costruzione dell´alterità, di messe in gioco delle identità di genere sessuale, della complessità dell´intreccio tra diversi discorsi culturali (non solo la letteratura, ma anche la pittura, il cinema, la musica, la danza, e soprattutto forme di espressione non canoniche e canonizzate, quali cartoline illustrate, manifesti, balli e musiche di ampio riscontro che contribuiscono in modo non scontato a problematizzare la definizione stessa delle categorie in gioco). La discussione proposta in questa sezione del convegno vorrebbe procedere lungo queste linee di riflessione. Ma non solo: Oriente e Occidente sono anche definizioni legate a determinate configurazioni disciplinari che impongono di assumere determinate posizioni nel momento in cui le si chiama in causa. Questa sezione proverà dunque
anche a domandarsi in che modo la considerazione della costruzione, della lettura, dell’uso e del riuso di questi temi e di questi miti ci chiede di mettere in questione le posizioni stesse da cui parliamo e la costruzione stessa dei nostri oggetti di studio.

2. Generi e forme (coordinatori: Clotilde Bertoni - clotber@tin.it; Chiara Lombardi - chiara.lombardi@unito.it; Marina Polacco - marina.polacco@virgilio.it)

In questa sezione ci occuperemo di trasmigrazione di generi, forme e tecniche letterarie: in che modo, nel corso dei secoli, dall’antichità a oggi, i generi e le forme letterarie hanno subito metamorfosi e riconversioni nel passare da Occidente a Oriente, e da Oriente a Occidente? In che modo si sono radicati in contesti culturali diversi? In che modo hanno influenzato o modificato o innovato la tradizione letteraria preesistente (e, in alcuni casi, hanno creato una tradizione)? In che modo si sono imposti in un nuovo habitat, pur conservando una loro irriducibile alterità? Nel corso di questa storia plurisecolare di interscambi, i diversi generi hanno subito un processo di ridefinizione e di adattamento; ma hanno anche modificato e ridefinito il sistema in cui si sono inseriti. Gli esempi sarebbero innumerevoli: dalla nascita della novella occidentale, legata al diffondersi della novellistica orientale, alla rinascita settecentesca del genere, connessa alla riscoperta e alla fortuna delle Mille e una notte; dal successo del romanzo sentimentale e idillico in Ungheria, alla rielaborazione della forma epica dall’una all’altra parte, all’influsso della tradizione teatrale orientale sul teatro d’avanguardia novecentesco.
Molto spesso non si tratta di un percorso lineare e unidirezionale, ma di un complicato intreccio di ‘andate e ritorni’, di un sovrapporsi di effetti ‘rebound’. Basti pensare, ad esempio, al romanzo russo di fine Ottocento: generatosi dall’acquisizione della cultura e delle forme letterarie europee
nella Russia zarista, la forma romanzesca messa a punto – soprattutto da Dostoevskij – è poi tornata in Europa, provocando a sua volta un’ulteriore evoluzione del genere romanzo. Il nostro scopo è di seguire alcune di queste trasmigrazioni, sia per quanto riguarda i generi, sia per quanto riguarda le forme e le tecniche letterarie (il monologo interiore, la narrazione in
prima persona, il prosimetro).

3. Metamorfosi dell’immaginario (coordinatori: Massimo Fusillo -
massimo.fusillo@gmail.com; Gian Piero Piretto - gianpiero.piretto@gmail.com)

I molti Occidenti e i vari Orienti che si sono avvicendati nei secoli e si avvicendano ancor oggi nella cultura contemporanea sono prodotti solo in parte dalle opere letterarie: la visualità vi gioca infatti un ruolo altrettanto fondamentale. In questa sezione ci occuperemo delle innumerevoli metamorfosi che Oriente e Occidente subiscono nell’immaginario, includendovi quindi innanzitutto le dinamiche di scambio fra la letteratura e le altre arti, e in secondo luogo gli stereotipi e le immagini culturali che questa metamorfosi comporta. Dall’esotismo dei romanzi e del teatro in musica ottocenteschi, alla riscoperta dei teatri orientali nella sperimentazione novecentesca, che ha prodotto il cosiddetto teatro eurasiano; dalla pittura romantica e simbolista
all’impatto dirompente che le cinematografie orientali hanno avuto in Europa negli ultimi anni; dallo sguardo coloniale al turismo esotico: sono solo alcuni dei campi possibili in cui muoversi, senza escludere il confronto interno all’Europa fra il suo Oriente e il suo Occidente, che negli ultimi anni ha conosciuto cambiamenti traumatici.


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